Locorotondo: arte e natura nel cuore della valle d’Itria
Qui il genius loci soffia con tutta la sua vitalità lungo gli itinerari che ci condurranno alla scoperta di scorci piacevoli sia nel borgo che nell’immensa campagna, dove fra la quiete delle contrade, si scovano trulli antichissimi.Oltre alle tipiche case con i tetti a cummerse, collocate a schiera lungo la cinta muraria che solca la strada panoramica di affaccio sulla valle d’Itria, la caratteristica della cortina è data dalle tante casette germogliate l’una nell’altra in funzione difensiva. Da lontano si profila un grazioso grappolo di casupole antiche che nella parte alta presentano loggiati, porticati, feritoie e archetti pensili, quasi fossero delle torri di avvistamento sulla vallata. E così una volta entrati nel borgo, seguendo gli itinerari che si diramano per le viuzze, si scorgerà qualche casa tipica. In realtà a ben scrutare le case a cummerse con le loro facciate semplici e linde, in cui la pietra locale cinerea si mescola con quella bianca-ocra, da subito a primo acchito si percepisce quello spirito rustico e accogliente del borgo. Il paesaggio, sospeso fra la valle ondulata e la collina rocciosa, e memore di antichissime tracce preistoriche, ancora sepolte in contrada Grofoleo, fa di Locorotondo con i suoi palazzotti signorili, le case lilippuzziane e le chiesette un nobile baluardo che si erge a difesa della sua identità. Ancora una volta antichità e bellezza si fondono in un osmosi globale: fra città e campagna, fra pietra e paesaggio, fra passato e presente. Non a caso il tempo, grande scultore, ha imbalsamato ogni cosa per lasciarci godere delle meraviglie della civiltà della pietra che qui ancora è integra. Infatti a qualche miglia dal borgo si giunge in contrada Lamie Affascinate, il cui nome è già allusivo di qualcosa di mistico e irripetibile. E qui addentrandoci per i tratturi, fra le radure dei vigneti di alesano, si arriva a scovare il trullo più antico della Murgia; il trullo Marziolla del 1559. Intorno si chiarisce la vegetazione mediterranea, il cielo, i trulli e la chiara felicità delle contrade campagnole. (testo e foto di Anna Marangi)